Elena e Benedetta

 

Elena La Porta


09.08.2016

Mi chiamo Elena e tra qualche giorno compio 20 anni. Dall’età di 14 anni ho cominciato a soffrire di anoressia e autolesionismo…

Abitavo con una famiglia affidataria perché i miei genitori naturali all’età di 2 anni e mezzo mi hanno abbandonata. Fin dal giorno in cui sono entrata a far parte di quella famiglia sentivo di dover fare la brava sennò mi avrebbero abbandonata anche loro. Finché un giorno mentre andavo a scuola, svenni in mezzo alla strada perché il mio corpo non cela faceva più.

Iniziai una serie di ricoveri, cliniche, e comunità dove si aggiunse anche l’autolesionismo. A livello fisico i medici erano quasi riusciti a portarmi a un livello di (quasi) normalità ma l’anima dentro soffriva, soffriva ancora di più, perché non si può soffocare il sintomo se non si lavora prima sulla sofferenza.
Incontrai in una comunità per minori un ragazzo con molti problemi, e per “sbaglio” rimasi incinta a 18 anni appena compiuti.

Ora eccomi qui, con il mio motivo tra le braccia, la mia bambina che si chiama Benedetta.
Non è tutto risolto, devo lottare sempre contro quei mostri che non sono spariti ma che appena vedono Benedetta si nascondono dietro i muri. Perché da quando è nata lei, sono rinata anche io.

Con affetto,

Elena e Benedetta

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