Vivere SENZA DCA

04.08.2016

Sono giorni che penso questo, sono guarita da DCA da ormai un po’ di anni, quando la dottoressa mi disse “sei un ex binge”, per me quelle parole furono l’attestato di riconoscimento che avevo vinto la mia “guerra”, che mi ero ripulita da quei mostri silenziosi, che oggi chiamo rabbia, sfiducia, paura, confusione, dolore. Ero uscita dal bozzolo, ma non mi vedevo farfalla, vedevo solo una vecchia corazza lacera e i vuoti che riempivo col mio DCA e non sapevo che fare! Ma da qualche parte dovevo cominciare, ed è pure sbagliato dire “ricominciare”, in realtà tutto è consequenziale, continui a camminare tra le macerie e costruisci degli appigli più forti.

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Ho, come tutte quelle che escono, un forte desiderio di aiutare chi ancora vive nell’ombra e crede di non aver speranza…e spesso non mi tiro indietro se c’è da dare un piccolo contributo con la mia storia o con qualche riflessione…ma decisi che prima di essere un supporto, dovevo vivere SENZA DCA, dovevo far entrare dentro me nuovi pensieri, nuove emozioni, sul bordo del precipizio non potevo tendere una mano salda se non sapevo ancora dire a chi mi guardava spaventata quali erano i nuovi orizzonti che l’attendevano.

E oggi ho un altra piccola riflessione, guarire dai DCA non vuol dire “dimagrire”, il mio corpo non è cambiato con la stessa velocità dei miei pensieri. Ma sono fuori da tutti i meccanismi che mi imprigionavano, ho smesso di prendere peso, questa non è guarigione?!…

Il mio corpo cambierà lentamente, riacquisterò nuova forza e nuovo ossigeno! Nuova energia buona…voglio smettere di stare in attesa di una trasformazione più evidente (esteriormente!). Molti che non mi conoscono leggendo chissà che penseranno di me, liberi di togliermi l’amicizia (va bene così!)… ma altri qui sanno cosa sto dicendo e volevo condividerlo….perché spesso chi è fuori dalla malattia pensa di non aver fatto abbastanza attendendo una trasformazione che già c’è.

C.

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